ITA - Percorso audioguidato « Il centro storico di Troyes »

Cultureel in Troyes

4.4 km
Te voet
2h 30min
Makkelijk
©Troyes Champagne Tourisme
  • Questo percorso audioguidato permette di scoprire tutti i luoghi importanti della città di Troyes, pur godendo delle spiegazioni di una guida turistica numerica.
  • Hoogteverschil
    34.9 m
  • Documentatie
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Bezienswaardigheid
1 La storia di Troyes
Siamo felici di accogliervi a Troyes en Champagne. Partirete alla scoperta d’una città dalle inattese ricchezze. Non esitate a bighellonare per i vicoli selciati e a sollevare gli occhi sulle facciate. Delle meraviglie vi attendono! Eccellente passeggiata…. Se ancora non lo sapete, Troyes ha la forma d’un tappo. Precisamente d’un tappo di champagne! Divertente, no? L’Aube è, con la Marne, il più importante dipartimento produttore di questo meraviglioso vino effervescente. Peraltro la città frizza ad immagine di questa famosa bevanda. Allora, passo dopo passo, lasciatevi inebriare dalle bellezze che delimitano la capitale storica della Champagne. Questa passeggiata conduce all’interno d’una città che ha saputo conservare e rivalorizzare interi pezzi del suo favoloso passato. Mancano soltanto, ahimè, le mura che cingevano la città, da molto tempo rimpiazzate da giardini e passeggi alberati. Perché sono proprio esse che danno a Troyes questa singolare forma di tappo. La prima città occupava un perimetro più ristretto. I Tricassi, che erano una popolazione della Gallia celtica, avevano scelto di stabilirsi qui, in uno dei meandri protettivi della Senna. Nell’epoca gallico-romana, in omaggio all’imperatore Augusto, la loro città si chiamerà Augustobona. Essa diverrà Troyes, ritrovando così le sue radici tricassiche…
2 L’hôtel de Ville - municipio
Non vi fidate del motto rivoluzionario che figura sulla facciata stile Luigi XIII del municipio: « Libertà, Eguaglianza, Fraternità o… morte. » No, no… Gli abitanti di Troyes, rassicuratevi, sono persone pacifiche ed accogliente. Sulla piazza animata, sentirete battere il cuore della città… Udite Udite! Durante l’estate, il festival “Ville en Musiques” sgrana le sue note ai quattro angoli della città, nel corso di dolci serate. Udite Udite! In autunno c’è il festival delle “Nuits de Champagne”, che attira la folla con le sue celebrità ed i suoi giovani talenti. Udite Udite! Durante tutto l’anno, i teatri ed i musei propongono degli spettacoli e delle esposizioni di primo piano. Quanto alle “Nuits du Patrimoine” ed alle 48 ore d’automobili antiche, queste manifestazioni prestigiose si succedono ogni due anni! Altrettante occasioni per tornare a Troyes, per bighellonarci e condividere questi momenti di piacere. Una certa arte di vivere insomma…
3 Piazza St Remy e Les Halles
Dopo i cibi dello spirito, assaporiamo i cibi della terra! Le Halles Baltard, che ospitano il grande mercato, sono state erette nel 1874 sul posto di un collegio fondato da François Pithou nel 1562. Esse sono state rinnovate un buon secolo più tardi e conservano intatta la loro freschezza. Fate un piccolo giro all’interno per degustare i migliori prodotti regionali, fra cui… la famosa andouillette! La si apprezza appena grigliata, o ben cotta a fuoco lento in marmitta ed innaffiata con una salsa al Coteau Champenois. Fra i suoi partigiani, figurano i membri della “’Association - Amicale - d’Amateurs - d’Andouillettes - Authentiques…” Dite AAAAA !!! Gli assegnano un autentico marchio di qualità. Il chaource, … cremoso formaggio al latte di mucca, beneficia della denominazione d’Origine Controllata. Proprio come il divino Champagne e l’inimitabile Rosé dei Riceys. Gustate anche il sidro del Pays d’Othe, la choucroute di Brienne-le-Château e gli altri gustosi prodotti di cui abbonda questo dipartimento. Certi giorni, il mercato s’estende fino al sagrato di Saint-Rémy, chiesa tarchiata del XIVº e XVIº secolo, che si distingue dalle sue consorelle di Troyes per una piccolo aspetto rurale e per una guglia a tortiglione e ben appuntita.
4 La forma del tappo di Champagne
A Troyes, si parla sovente di Tappo di Champagne. Non soltanto perché siamo nel cuore d’una regione che produce un eccellente vino con le bollicine – fra i più conosciuti e più apprezzati al mondo... Non! Ci si riferisce semplicemente alla forma della città. Visto dal cielo, il suo profilo fa effettivamente pensare al caratteristico tappo di Champagne. Le basta guardare una cartina! Di fatto, questi contorni sono dovuti ai meandri della Senna ed alle impronte lasciate dai nostri bastioni quando sono stati rasi al suolo. Al loro posto, gli urbanisti dell’epoca hanno tracciato dei grandi viali alberati e dei grandi giardini sui fossati richiusi. Non si stupisca neppure se Le parliamo del corpo e della testa del Tappo di Champagne. La testa, - dove Lei si trova -è la culla antica della città e la sede del potere religioso con la cattedrale come emblema maggiore. Fra le due, proprio fra la prefettura e l’Hotel-Dieu-le-Comte, il canale dell’Alta Senna crea un piacevole trait d’union.
5 Il cuore della città
Troyes la Romantica si svela attraverso i luoghi poetici e sensibili che ne fanno una città affascinante, ma anche attraverso i personaggi, i fatti e gli avvenimenti che hanno concorso alla sua fama. Finora Troyes ha disposto di un “corpo” e di una “testa”, quelli del Tappo dello champagne. La città è ormai dotata anche di un cuore. Opera degli artisti locali Michèle e Thierry Kayo-Houël, la scultura troneggia in mezzo ai moli rinnovati dell’antico canale (questa via d’acqua abbandonata forma la linea di divisione tra la “testa” e il “corpo” del Tappo) e palpita di luce una volta arrivata la notte. Questo luogo è quindi veramente il cuore della città, nel vero senso del termine, ma anche in senso figurato. A Troyes, l’amore è cortese. Troyes è la patria di Chrétien de Troyes, padre del romanzo moderno e cantore dell’amore cortese. Ai valori virili dei suoi prodi cavalieri della Tavola rotonda, il poeta aggiunge un’altra virtù: la propensione a infiammarsi per una bella. “Qui aux dames ne porte honneur c’est qu’il n’a point d’honneur au cœur [Chi alle dame non fa onore, non ha onore nel cuore]”, insegna la madre di Parsifal a suo figlio ancora appena adolescente che imparerà la tenerezza tra le braccia della dolce Biancofiore. E se la ricerca del Santo Graal di Parsifal era questo: la ricerca dell’amore di una donna? Allo stesso modo, Tibaldo IV il Canzoniere, ultimo conte della Champagne indipendente, installato nel suo feudo troiano e fiero guerriero ma anche fine letterato, il poeta cavaliere, ha lasciato varie canzoni che esaltano il sentimento amoroso: Dame, quand je fus devant vous [Dama, quando sono arrivato davanti a voi] Et que je vous vis pour la première fois, [E vi ho visto per la prima volta,] Mon cœur tressaillit tant [Il mio cuore ha trasalito tanto] Qu’il vous resta à mon départ. [Che è restato con voi alla mia partenza.] (Tratto dal poema Je suis comme la licorne [Sono come un liocorno].) La corte dell’amore si riunisce a Troyes L’espressione “fare la corte” viene da qui? Solo poche città in Francia hanno avuto il privilegio di essere teatro di queste corti dell’amore dove si risolvevano le questioni di tipo sentimentale. Troyes fu una di queste città. Nei suoi “tribunali” presieduti da un’importante dama del reame, si arbitrano le controversie tra sposi, si dibatte sui temi della morale. Un solo codice in vigore, quello dell’amore cortese, al quale qualsiasi individuo di buona qualità si deve attenere per regolare la propria condotta. Vi si decretano principi come questo: “Une amante ne doit jamais abandonner son amant pour cause d’absence prolongée [Una donna non deve mai abbandonare il suo amante a causa dell’assenza prolungata].” Chi va in guerra non perde il suo posto! Troyes e l’Aube: terra di romanticismo da secoli Ci fu un tempo in cui i re e le regine sceglievano Troyes per sposarsi: Luigi X l’Attaccabrighe o Enrico V d’Inghilterra, per esempio. Un tempo in cui a Troyes si redigeva il trattato dell’amore di Andrea Cappellano, che codificava l’amore cortese in “tredici precetti”. Anche molte coppie famose, reali o immaginarie, hanno vissuto il loro amore nel dipartimento dell’Aube: Héloïse e Abélard, Frédéric Moreau e Madame Arnoux, L’educazione sentimentale di Flaubert, Pauline de Beaumont e lo scrittore François-René de Chateaubriand. Sotto queste favolose referenze, come non decretare Troyes e l’Aube capitali dell’amore romantico? Non esitate a deporre il vostro lucchetto sulla passerella Héloise o sull’albero dell’amore Place du Préau non lontano dalla scultura Lili Rosa e delle sue rose d’amore Lili rosa, opera di Andras Lapis. Non dimenticate di far visita a La Jeune Fille qui donne un baiser (la Ragazza che dà un baccio) all’angolo fra il Quai Dampierre e la Rue Clémenceau, un’opera di Sjet Jacobs.
6 L’hôtel Dieu-le-Comte
Cominciamo con la storia dell’Hotel-Dieu le Comte. Si tratta di un antico ospedale fondato nel XII° secolo da Enrico 1o il Liberale, Conte di Champagne, uomo tanto potente quanto generoso. Gli edifici attuali, a forma di U, sono stati costruiti nel XVIIIº secolo. Riconvertiti in ospizio, sono stati adibiti ad altro uso nel 1988. Oggigiorno rinnovati, ospitano un centro universitario. L’ospedale maggiore rivive con i suoi giovani studenti! A fianco del Quai des Comptes de Champagne, uno dei padiglioni dell’Hôtel-Dieu-le-Comte é la sede del Museo della Farmacia. Lei individuerà il posto facilmente, solo sollevando la testa: sulla facciata si trova un imponente quadrante solare. Unica nel suo genere, questa Spezialeria racchiude un laboratorio ed una farmacia dove è esposta una straordinaria collezione di scatole medicinali in legno dipinto del 18° secolo che vengono chiamate « sileni ». All’interno di esse: salvia, tiglio o camomilla… Ma anche radice di mandragola, sangue di drago, polvere di cranio umano, di mummia o di pietre preziose… Ciò vi tenta? Vi scoprirete anche centinaia di belle porcellane, vetrerie, oggetti in stagno, maioliche, albarelli, pillolai, treppiedi. Un paradiso per appassionati o conoscitori. Lungo la Rue de la Cité, gettate un colpo d’occhio soprattutto sul cortile d’onore dell’Hôtel-Dieu. È protetta da una cancellata monumentale in ferro forgiato realizzata nel 1760. La si deve a Pierre Delphin, fabbro del re Luigi XVº. Il suo frontone porta uno scudo con gli stemmi di Francia.
7 Rue de la Cité
Risaliamo un po’ nel tempo… Nel 451, Attila, il « flagello di Dio », e gli Unni decidono di fermarsi all’entrata della città e così si risparmiare i saccheggi e massacri che erano consueti realizzare. Perché? Mistero! La Rue de la Cité sarebbe stata troppo stretta per le orde barbariche? Certamente no, perché questa via –che si chiamava allora Agrippa, costruita dai Romani nel 22 e 21 a.C. era un asse di comunicazione molto importante, che collegava Milano in Italia a Boulogne-sur-Mer nel nord della Francia. La nostra città gallica dei Tricassi, divenuta la gallo-romanica Augustobona Tricassium, non era al riparo dalle invasioni più di altre città. C’è dunque una sorta di miracolo e si racconta che il vescovo San Lupo in persona sia andato incontro ai barbari ed a trovare le parole giuste per convincere Attila a non superare il ponte che portava alla Rue de la Cité. La leggenda narra che fu immediatamente portato in ostaggio fino alle rive del Reno. Ma tutto si concluse per il meglio… ed il fortunato uomo fu poi miracolosamente liberato e raggiunse la città sano e salvo.
8 Gli antichi quartieri ebraici
Un grande personaggio storico, Rachi (nato nel 1040 e morto nel 1105), visse a Troyes. Il nome di questo erudito, esegeta della Bibbia e commentatore del Talmud, risuona nel mondo interno, associato alla città che l’ha visto nascere, crescere e studiare. Bisogna sapere che nell'XIº, XII°, XIIIº secolo, la comunità ebraica di Troyes beneficiava d’una protezione del tutto particolare accordata dai Conti di Champagne. Le famiglie ebree, fra cui quella di Rachi, abitavano il quartiere Saint-Frobert, settore che comprende le rue Hennequin, Saint-Frobert, du Paon, des Cordeliers, Audiffred e Boucherat. Vignaiolo ai suoi tempi, Rachi coltivava vigne nel luogo dell’attuale Rue Hennequin, (si dice…) e abitava in Rue du Paon, ma senza che si sappia esattamente in quale casa. A due passi, la Chiesa di Saint-Frobert, costruita sul luogo dell’attuale sinagoga, fu distrutta da un incendio nel 1830. La costruzione che sussiste non è più destinata al culto. Dopo essere stata un garage per automobili, l’antica chiesa è ormai un luogo d’abitazione. All’angolo fra Rue de la Cité e Quai des Comtes de Champagne, une porta, oggi scomparsa, marcava un tempo l’entrata del quartiere ebraico di Troyes.
9 Rue Hennequin – antico Convento dei Francescani
Siamo davanti alla casa di detenzione Troyes. Dal 1792 l’antico Convento dei Francescani ha lasciato posto ad una prigione. Ecco un edificio che si evita generalmente di « visitare ». E tuttavia, dietro queste mura grigie oggi invalicabili, si sono svolte molte pagine della storia di Troyes … Dalla sua costruzione nel 1263 fino alla rivoluzione, questo convento è stato uno dei principali luoghi di vita spirituale, letterare ed artistica di Troyes. Ma anche della vita municipale. Quale fu il rapporto con il comune? Molto semplicemente, prima della messa in cantiere del Municipio nel 17° secolo, delle riunioni comunali si tenevano nel refettorio del convento. Edmond Boucherat, il primo sindaco di Troyes, vi fu d’altronde eletto nel 1493. Più tardi, è proprio qui che la prima biblioteca di Troyes, una delle più antiche di Francia, è stata creata nel 1651, grazie a Jacques Hennequin, di cui porta il nome. All’epoca, si veniva da molto lontano per consultare i 4680 libri di questa biblioteca, i cui preziosi manoscritti sono conservati ormai nella Mediateca di Troyes. Quando sarete nel corpo del Tappo di Champagne, andate nella Rue Brunneval per scoprire la sinagoga (secondo gli orari di apertura) e la valorizzazione dell’opera di Rachi.
10 Abbaria di St Loup e Chretien de Troyes
Volete vedere un tesoro? … Direzione Museo Saint-Loup. Fra le migliaia di ricchezze che esso racchiude, si trova il « tesoro di Pouan-les-Vallées ». Si tratta delle armi e dei gioielli scoperti nella tomba di un grande capo barbaro del Vº secolo. Sovente, la qualità di questo tesoro è comparata a quella della tomba di Childerico 1º. Nientemeno! Questo museo è molto antico, dato che è stato costruito nel 1831 sul sito dell’Abbazia di Saint-Loup. E nel cortile interno – é curioso-, si possono vedere un dolmen, un menhir ed una pietra usata per levigare la selce. Nel corso del tempo, le sue collezioni si sono irrobustite, con un’importante sezione di archeologia regionale, una presentazione di sculture di Troyes dal XIIIº al XVIIº, un museo di storia naturale (molto simpatico per i bambini), ed una vastissima collezione di dipinti dal XIVº al XVIIIº secolo con dei grandi nomi come Watteau, Natoire, David, Mignard, Rubens, Belotto, Fragonard, etc. Com’è stato possibile riunire qui tali opere ? Molto semplicemente perché una buona parte dei quadri provengono da « confische rivoluzionarie » avvenute doppo il 1789. Chi non conosce le avventure del Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda, del Mago Merlino di Lancillotto o di Perceval? Chi non ha sentito parlare della leggenda del Graal? Tutti questi miti e questi personaggi sono stati creati o idealizzati nel 12° secolo da Chrétien de Troyes, il più importante scrittore del Medio Evo, che considerato l’inventore del romanzo moderno. In suo ricordo, la via che costeggia il retro del Museo Saint Loup, porta il suo nome. E quella che la prolunga, porta il nome di Rue du Chevalier au Lion, il titolo di una delle sue opere.
11 La Cattedrale di San Pietro e Paolo
Coi suoi 114 metri di lunghezza, San Pietro e Paolo è una delle più grandi cattedrali di Francia. Essa ha conosciuto una storia abbastanza tormentata. Si pensi che la sua costruzione s’è sviluppata proprio dalla fine del XIIº secolo fino al XVIIº secolo! L’edificio è peraltro rimasto in concluso, dato che una delle due torri, la torre San Paolo, non ha mai visto la luce, per mancanza di soldi. L’abside, vale a dire la parte posteriore esterna dell’edificio, è la parte più antica. La facciata principale, la parte più recente. Anche se non è stata per niente risparmiata dalle intemperie — fulmini e tornadi — dagli incendi o dalla Rivoluzione, che distrusse tutte le grandi statue dei portali, la nostra cattedrale fa parte dei gioielli dell’arte gotica. Mescolanza di gotico raggiante e di gotico fiammeggiante, essa ha saputo conservare una grande unità architettonica malgrado – confessiamolo – i suoi 5 secoli di cantiere. Complimenti! La Cattedrale di San Pietro e Paolo possiede – tieniti forte – 1 500 m² di vetrate, un record in Francia, che essa condivide con quella di Chartres ! E le sue 182 vetrate offrono una panorama unico della storia delle vetrate dal XIIIº al XIXº secolo. Vi si possono ammirare anche delle belle collezioni di dipinti — fra cui un pannello dipinto ispirato dall’Ultima Cena di Leonardo da Vinci —, delle sculture — che testimoniano della creatività della Scuola di Champagne del XVIº secolo — e di arredamento liturgico, come i grandi organi del 18° secolo provenienti dall’Abbazia di Clairvaux, situata nel nostro dipartimento. Ma la Cattedrale racchiude anche un ammirevole tesoro, saccheggiato durante la Rivoluzione e ricostituito poi, grazie a diversi acquisti ed agli scavi archeologici condotti in particolare nel coro. Contiene, in particolare, una bella collezione di smalti dal 12° al 16° secolo, ed il reliquario di San Bernardo di Clairvaux e di San Malachia.
12 L’antico Palazzo Episcopale – Museo d’Arte Moderna
Sul lato destro della Cattedrale, l’antico palazzo dei vescovi serve da scrigno al Museo d’Arte Moderna di Troyes. L’esistenza di questo palazzo è attestata a partire dal XIIº secolo, come ne dà testimonianza una finestra romana portata alla luce in occasione del suo restauro. Degli importanti lavori d’abbellimento sono intrapresi a partire dal XVº secolo, mentre il XVIIº secolo vede l’aggiunta di un’ala. Prima di penetrare nel cortile dove si erge un venerabile e maestoso tilleul dato nel 1870 dal Vaticano, superate un portale sormontato da un blasone con gli stemmi di un vescovo di Troyes. Il cortile è incorniciato da edifici, dominati dall’imponente profilo della Cattedrale. In fondo, c’era la residenza del vescovo. L’ala di destra si distingue per la sua scacchiera della Champagne - un’alternanza di mattoni rossi e di gesso bianco - , tipica dell’architettura locale. Attraversi il corridoio d’entrata del museo ed accederà ad un bel giardino alla francese disseminato di sculture moderne provenienti dal Centro Georges-Pompidou di Parigi. Il Museo d’Art Moderna di Troyes è « nato » nel 1982. Ricco di più di 2 000 opere, racchiude una delle più belle e piè eclettiche collezioni di Francia, che si suddivide in dipinti, disegni, sculture, vetrerie, ceramiche ed oggetti d’arte africana e oceanica. Il fondo proviene da una donazione di un grande industriale del tessile di Troyes, appassionato d’arte illuminata, Pierre Lévy, e di sua moglie Denise. Pierre Lévy fu amministratore delegato della ditta internazionale Devanlay-Recoing, che fabbrica fra l’altro i famosi indumenti LACOSTE… e di cui restano ancora a Troyes delle unità di produzione. I quadri esposti sono uno straordinario riflesso delle grandi tendenze pittoriche dal 1850 al 1950, periodo fecondo di ricerche ed esplorazioni di ogni genere: realismo, neoimpressionismo, pointillisme, nabis, fauvismo, postcubismo, Scuola di Parigi, astrazione, miserabilismo. Tutti i grandi nomi sono presenti qui: i Daumier, Degas, Courbet, Gauguin, Derain, Braque, Vlaminck, Modigliani, Balthus, Buffet, Dufy, Van Dongen, e ancora altri. Tutti coloro che hanno visitato questo museo ne sono usciti letteralmente conquistati e se ne sono fatti ambasciatori ai quattro angoli del pianeta…
13 La ditta Formont e la « prunelle » di Troyes
Al riparo dagli sguardi, nella penombra degli edifici degli Stabilimenti Formont, proprio di fronte alla cattedrale, si distilla una bevanda inimitabile, abbastanza unica nel suo genere: la “prunelle di Troyes”. 40 gradi, piacevolmente ambrato, questo liquore possiede un’interessante complessità aromatica: delle note di mandorle e di colla bianca marcate nel naso, un leggero gusto di vaniglia e di spezie in bocca… La “Prunelle di Troyes” è di fatto una ricetta che risale al 1840 ed ella è stata consacrata Medaglia d’Oro all’esposizione Universale di Parigi nel 1900. Il suo segreto di fabbricazione è gelosamente custodito dalla famiglia, che regge il Cellier Saint Pierre. È lì uno dei gioielli del patrimonio gastronomico regionale, di cui vanno matti i fedelissimi, uomini e donne senza distinzione, e che scoprono con entusiasmo i turisti di passaggio sul sagrato della Cattedrale. Ecco dunque, unitamente agli champagne dell’Aube, un buon mezzo per farLa ritornare nella città tricassica… Questo piccolo gusto di… ritornarci, come si dice! Uscendo da una piccolo degustazione, nel cortile non dimenticate d’ammirare la dispensa del capitolo, riconoscibile dal suo tetto spiovente. I canonici, nei tempi passati, vi immagazzinavano il loro vino ed il loro grano. La sua ossatura risale al XIIIº secolo ed é una delle più antiche di Francia - per un edificio civile, s’intende.
14 Rue Linard Gonthier
La Rue Linard-Gontier porta il nome d’un maestro vetraio di Troyes che, nel XVIº e XVIIº secolo, diede un impulso nuovo a quest’arte, onnipresente a Troyes. Questa via fa parte delle più pittoresche e caratteristiche di Troyes. Essa ospita in particolare due hotel di charme, due esempi particolarmente riusciti del restauro del patrimonio ereditato dal “bel XVIº secolo di Troyes”, come si dice qui. Parliamo un po’ tecnico! Bisogna sapere che Troyes possiede una delle più grandi collezioni d’Europa di case a “pans de bois”, a volte a tre piani e sporgente. Costruite per lo più sotto il Rinascimento, la loro struttura si compone d’una ossatura in quercia apparente che poggia su un basamento in pietra o in mattone e riempita di “torchis”, una malta composta da argilla e paglia. L’insieme è ricoperto da una mistura di calce e pigmenti colorati per dipingere la casa in rosso, verde blu e giallo… un arcobaleno di colori per la gioia degli occhi… e dei fotografi!
15 L’hôtel du Petit Louvre – Palazzina del Petit Louvre
L’Hôtel du Petit Louvre deve il suo nome al celebre Palazzo del Louvre, a Parigi, simbolo del potere reale. Questo magnifico insieme, molto rappresentativo dell’architettura di Troyes a “pans de bois”, é stato costruito, o ricostruito, a tappe, fra il XVII ed il XVIIIº secolo. Gli edifici di questa antica casa di canonici (i religiosi destinati alla Cattedrale) sono disposte attorno ad un cortile quadrato dove si nota un pozzo del XVIº secolo in ferro forgiato con tre pulegge. L’Hôtel du Petit Louvre è stato abitato da illustri personaggi, fra cui dei vescovi come Enrico di Poitiers, balivo, vescovo e governatore, o Odard Hennequin, vescovo di Senlis e poi di Troyes. Esso é servito anche da stazione di posta fra il 1793 ed il 1839, accogliendo in particolare le diligenze che effettuavano il tragitto Troyes-Parigi in una trentina di ore. La sua ristrutturazione nel 1988-1989 ha permesso di ricostituire la torre semicircolare che era stata edificata nel XIIIº secolo sul luogo dei bastioni gallo-romanici della città. Si è riusciti, nel corso di questi lavori, a coniugare intelligentemente l’intelaiatura antica a degli elementi d’architettura moderna. Cesellate dai “Compagnons”, le estremità di trave dipinte sono state ovviamente conservate. Ci fanno scoprire dei personaggi dall’aspetto a volte grottesco. Ma pieno di fascino, che Le sorridono.
16 La Place du Préau – Piazza del Portico
La verdeggiante Place du Préau è in qualche modo il pendant della Place de la Libération, da cui essa è separata soltanto dall’antico Canale dell’Alta Senna. Nel XIIº secolo, il conte Enrico Iº il Liberale, che governava allora la Champagne, vi aveva fatto costruire due edifici: il suo palazzo ed una chiesa molto più grande ancora, la collegiata Saint-Etienne. Come due siamesi, la dimora dei conti e la sua cappella erano accostate. In questo modo, i residenti del palazzo potevano agevolmente passare dai loro alloggi a questa immensa chiesa per assistere agli uffici religiosi senza dover uscire da casa loro! Essendo fra i primi edifici religiosi di stile gotico realizzati nella regione, la collegiata Saint-Etienne assomigliava come due gocce d’acqua alla chiesa Saint-Germain-des-Prés a Parigi ed a quella di Saint-Quiriace a Provins. Peccato! …Il palazzo e la chiesa furono demoliti dopo la rivoluzione. Al loro posto, sotto Napoleone Iº, fu costruito il Canale dell’Alta Senna, che potete ancora ammirare. Fino all’ultima guerra mondiale, questo grande bacino è servito da porto per il trasporto di legname per via fluviale. Risalendo il Quai des Comptes de Champagne, Lei seguirà la parte che è stata fortunatamente salvaguardata del Canale dell’Alta Senna dentro Troyes. All’angolo della Rue de la Cité, si fermi un istante davanti alla Casa del preposto ai ponti girevoli. Erano i tempi in cui le chiatte, arrivando da Parigi, risalivano fino al cuore della città e caricavano le merci vendute sotto il mercato coperto del grano o i prodotti di maglieria destinati ai grandi negozi di Parigi.
17 L’arte della vetrata a Troyes
A Troyes, la vetrata è la memoria del vetro! La nostra città è d’altronde soprannominata dagli specialisti « città santa del vetro ». È molto semplice: si censiscono nel dipartimento dell’Aube circa 9000 m² di vetrate, la metà di Champagne-Ardenne, regione che a sua volta racchiude la metà del patrimonio nazionale. Lei comprende perché tutte le nostre chiese sono così ricche. Nel XVº e XVIº secolo, la Scuola di Champagne di pittura su vetro ha dominato la scena francese. Il primo periodo di questa Scuola è marcato da un disegno basato su colori molto vivi. Un festival di policromia di assoluta bellezza! Influenzato dal Rinascimento italiano, il secondo periodo abbandona il colore per la grisaglia su vetro bianco. Il maestro vetraio Linard Gontier riprenderà successivamente con la vivacità dei colori: è il canto del cigno della Scuola di Champagne. La vetrata si legge come una comic strip: dal basso verso l’alto e da sinistra verso destra. All’origine, mostra delle scene religiose raccontate su più tavole giustapposte. E poi introduce delle scene di vita quotidiana, in cui gli artigiani occupano un posto importante. A volte, i ricchi committenti di questi pannelli vi si faranno anche, - e poco modestamente…, rappresentare. Scoprite l’universo affascinante delle vetrate nella Cité du Vitrail all’angolo tra il Quai Dampierre e la rue Roger Salengro. Questo luogo d’esposizione permanente che raggruppa 10 secoli di quest’arte dal XII al XXI secolo, presenta e rinnova regolarmente 25 opere d’arte civili e religiose, senza dimenticare i suoi spazi interattivi con laboratori, giochi e film.
18 La Senna a Troyes
Prima del 1900, Troyes aveva in certi luoghi una piccola aria veneziana… Dal XIIº secolo, i Conti di Champagne avevano creato la « derivazione di Troyes ». Era una rete idraulica complessa e ben pensata che divideva la senna in due parti. La « vecchia Senna » circonda sempre la città, mentre « Senna urbana » si ramifica in innumerevoli canali, ruscelletti, balzi o fossati. Questi corsi d’acqua hanno avuto delle vocazioni difensive, come quelli che correvano lungo le mura. Il Boulevard Barbusse ne è un esempio, anche se tutte le mura sono adesso scomparse. Altri bracci della senna hanno avuto una vocazione economica. Essi alimentavano mulini, cartiere, tintorie e filature, come il Canale di Nervaux, la rue Boucher-de-Perthes, o il ruscelletto Cordé che possiamo seguire dal ponte della Rue de la Tour, fino al tempio protestante. Costruito fra il 1857 ed il 1859 si trova sulla riva destra del canale, proprio in fondo al Quai des Comptes de Champagne. Oggigiorno ancora 120 km di corso d’acqua solcano pacificamente l’agglomerato di Troyes. Non c’è da avere più nessun timore, la creazione delle dighe di ritenuta della Senna (a circa 20 km da Troyes in Foresta d’Oriente… peraltro una bella idea per una passeggiata) ha fatto sparire il rischio di grandi alluvioni come quella del 1910 che ha marcato gli animi. Con l’urbanizzazione, parecchi corsi d’acqua sono scomparsi. Ma alcuni risorgono in occasione di nuove sistemazioni. È quanto successo con l’uscita dal suolo, dietro la cattedrale, del campus universitario, un sito attraversato un tempo dal Canale dell’Isola, che riprende servizio.
19 La Place de la Libération – Piazza della Liberazione
Situata ai piedi della Prefettura e della sede del Dipartimento, la Piazza della Liberazione é un luogo carico di storia. Ma è anche un luogo cerniera a Troyes dato che si trova alla giunzione delle due parti della città, dove essa fa da collegamento fra quello che viene qui comunemente chiamato « il corpo e la testa del Tappo di Champagne ». Vediamo perché. Questa piazza è stata costruita al posto di un antico cimitero e d’una doppia chiesa che fu rasa al suolo alla fine del XVIIIº secolo a favore di un mercato coperto dei grani. Molte volte ribattezzata, essa ha subito molte trasformazioni, dato che il giardinetto pubblico dal fascino provinciale che frequentarono gli abitanti di Troyes durante tutto il secolo precedente ha ceduto il posto ad un parco urbano di concezione moderna. Il giardino ricopre un parcheggio sotterraneo di forma elicoidale, che possiede una particolarità da scoprire: i suoi 7 piani sono decorati da 150 m² di vetrate contemporanee. Come una strizzata d’occhio alla vicinissima Basilica di Sant’Urbano
20 La Basilica St Urbain (Sant’Urbano)
Arrivano dal mondo intero per ammirare Sant’Urbano, LA basilica di Troyes. Questo gioiello del gotico raggiante, della fine del XIIIº secolo, è da molto tempo gratificato degli attributi più elogiativi per la sua architettura, così come per le sue vetrate. Nel suo tempo, Viollet-le-Duc s’è unito a questo concerto di elogi, affermando: « La Chiesa di Sant’urbano è certamente il limite estremo a cui la costruzione in pietra puo arrivare e, come composizione architettonica, è un capolavoro. » Saint Urbain deve la sua grazia al solo papa che Troyes ha dato alla cristianità: Urbano IVº. Era il 1262: Jacques Pantaléon, figlio di un modesto ciabattino, diveniva sovrano pontefice al termine d’un brillante percorso ecclesiastico. È lui che diede inizio al Corpus Christi. Decise allora di far costruire una collegiata sul luogo della botteguccia familiare. Anche se fu conclusa solo nel 1905, la Basilica di Sant’Urbano è stata ornata, dalla fine del XVº secolo, da una ricca statuaria. Gli artisti affluirono e strariparono di talento. È quello che viene chiamato il Bel XVIº secolo di Troyes! La Scuola di Champagne ci ha consegnato qui una delle rare rappresentazioni di San Bernardo di Clairvaux. Quanto alla Vergine con Uva, fra una grande quantità di altri capolavori, essa simbolizza la pienezza di un’arte messa al servizio del sacro. La dolcezza del suo sorriso e la ricchezza dei suoi drappeggi illustrano il ritorno alla prosperità.
21 Chiesa St Jean au Marché (San Giovanni del Mercato)
Che si fa a Troyes? Si suona! È quanto afferma un vecchio detto. La città conta numerosi campanili. Ma non torcete il collo per tentare d’ammirare quello dell’imponente chiesa Saint-Jean-au-Marché, proprio davanti a voi, la cui costruzione rimonta al XIIIº secolo. Eh sì! Il suo campanile è crollato senza preavviso in una notte del maggio 1911. Badaboum ! È venuto a distendersi sulla casa di fronte che ospitava una pasticceria. Viene intrapreso il restauro di questa chiesa che quasi compete, per le sue dimensioni, con la Cattedrale di Troyes. Poco a poco, Saint-Jean ritrova il suo splendore d’un tempo. Sopravvive la torre orologiaia. Ma si sentirà la mancanza nel cielo di Troyes di questa famosa guglia le cui campane salutarono a distesa lo sposalizio reale, d’Enrico Vº d’Inghilterra e Caterina di Francia, proprio qui, nel 1420. Un matrimonio che fu all’origine del famoso Trattato di Troyes… o ancora il battesimo di Margherita Bourgeoys (fondatrice della Congregazione di Nostra Signora di Montreal).
22 La place du Marché au Pain (Piazza del Mercato del Pane)
Questa piazza fu senza dubbio una delle più animate della città nel Medio Evo. Essa deve il suo nome ai panettieri, che venivano qui a produrre il loro pane per venderlo al detaglio. Fu battezzata pertanto Piazza del Mercato del Pane. Prima si chiamava Piazza del Mercato delle Erbe. S’indovina perché. Ma vi si riunivano anche i mercanti di pesce d’acqua dolce per arringare i villici. L’elegante pozzo che scoprirete qui proviene da una piazza vicina, Audiffred, anticamente detta Place de l’Etape-au-Vin (Piazza della Tappa del Vino)… Di pozzi come quello, se ne contano quasi 80, ripartiti nel Bouchon de Champagne. Scomparvero, in maggior parte, nel XIXº secolo con l’invenzione delle pompe e l’apparizione delle fontanelle a colonnina. Oltre all’approvvigionamento d’acqua per le famiglie e per la costruzione, questi pozzi ebbero un’importanza considerevole nella lotta contro gli incendi. Terribili, a Troyes ! Quello del 1524 resta ancora in tutti gli scritti: il fuoco, partito dalla botteguccia di un speziale di questo quartiere, devastò 1 500 case. Cancellò dalla mappa un terzo della città… Per ragioni estetiche, i pozzi hanno ritrovato il loro posto nel cuore di Troyes. Occhi aperti! Ne scoverete degli altri, come quello della Rue Emile-Zola.
23 Le fiere della Champagne
Troyes è a mezza strada fra le Fiandre e l’Italia. Nel Medio Evo, è un grande crocevia di scampi europei, grazie alle fiere della Champagne e di Brie. La fiera calda, in giugno, e la fiera fredda, in ottobre, prendono veramente il loro volo sotto Tebaldo IIº. Ah, si !… Questo conte sa proprio fare i suoi conti. E per attirare ancora e sempre di più i mercanti, sinonimo di prosperità, ha la bella idea d’assicurargli protezione sulle strade e sentieri che portano a Troyes. Muniti d’un salvacondotto, affluiscono, questi mercanti mediterranei con I sacchi riempiti di spezie e di tessuti di seta, questi Germanici con le loro pelli e le loro pellicce, e questi Fiamminghi con le loro stoffe. Questi scambi commerciali fanno allora nascere degli uffici di cambio agli angoli delle vie d’una città che diviene una piazza monetaria di primissima importanza. Il denaro della Champagne anticipa un po’ l’euro e la libbra Troy, che serviva a pesare le pietre preziose, s’utilizza ancor oggi in Gran Bretagna. Questa Rue de la Montée-des-Changes richiama l’epoca fasta dei cambiavalute e la prosperità economica della città, che conobbe allo stesso tempo un intenso splendore politico, spirituale e culturale. Le fiere comitali raggiungono il loro apogeo nel XIIº e XIIIº secolo e subiscono un declino nel XVI°.
24 I Templari
Siete in rue Général-Saussier. In omaggio ad un grande servitore dell’esercito, che termina la sua carriera in qualità di governatore militare di Parigi. Prima d’essere battezzata così, nel 1906, questa via evocava altri soldati: dei monaci soldati! Sapete?... Quei famosi cavalieri del Tempio di Salomone a Gerusalemme. Coloro che sono stati chiamati, molto semplicemente, “i Templari”. La loro storia è stata così movimentata! Ciò ci proietta al tempo delle crociate, a cui parteciparono numerosi signori di Troyes e dei dintorni. A cominciare da Ugo di Payns (dal nome d’un vicino villaggio). È lui il fondatore dell’Ordine del Tempio. Le regole di questo ordine, allo stesso tempo religioso e militare, furono redatte in gran parte da San Bernardo di Clairvaux ed approvate in occasione del Concilio di Troyes, nel 1129. La palazzina della Commenda del Tempio, situata al numero 3, fu costruita ben dopo la sparizione dell’ordine dal commendatore Bruslard de Sillery (nel 1639). È un grazioso accoppiamento di mattone e pietra, con la copertura verniciata — ed evoca la ricchezza trascorsa dei Templari, che furono, si dice, degli abili banchieri… Del resto, questo settore porta da lungo tempo il nome di Quartiere del Tempio. A causa dei loro numerosi possedimenti, lo si definisce anche “triangolo d’oro”!
25 La Maison de l’Outil (Casa dell’utensile)
I Compagnons du Devoir (Compagni del Dovere) non potevano scegliere un posto più bello della palazzina di Mauroy per far scintillare il loro saper fare! Non dovete proprio perdervi la visita di questo stupendo museo: la Maison de l’Outil e de la Pensée Ouvrière è uno scrigno dove i gioielli sono – è proprio il caso di dirlo – lime, martelli, cazzuole, scalpelli, pialloni… tutti patinati dalla mano dell’uomo. Un museo che è un inno ai mestieri manuali. Alcuni non esitano ad affermare che è il “Louvre dell’operaio”. Con oltre seimila oggetti antichi sapientemente messi in scena, il museo racchiude anche nella sua biblioteca montagne di libri consacrati ai mestieri ed a coloro che li hanno foggiati. Questa prodigiosa collezione è stata avviata da padre Paul Feller. È uno dei fondatori della Maison de l’Outil. Essa continua ad arricchirsene. Unite…l’utile… anzi no… « l’utensile » al dilettevole ammirando l’architettura di questo edificio tutto impregnato di storia. Nel XVº secolo era stato denominato “palazzina dell’Aquila” Dimora principesca nel Rinascimento, diviene poi l’Ospedale della Trinità. Ma servì anche da collegio per bambini poveri, e prima ancora, come industria tessile per la fabbricazione dei famosi berretti di cotone che fecero di Troyes la capitale della Maglieria: e successivamente servì anche da sala da ballo pubblica, da caserma ed anche da tipografia… Quali che siano le sue destinazioni, la palazzina di Mauroy ha conservato tutto il suo carattere. Resta, certamente, il più bell’esempio di costruzione a « scacchiera della Champagne ». Mattone e gesso embricati!
26 « La Bella addormatata nel bosco »- rue Emile Zola
La Rue Emile-Zola, - i vecchi abitanti di Troyes la chiamano ancora « Rue Milo »- è l’arteria più commerciale e più animata della città. Al centro del progetto di riabilitazione urbana, essa è stata appena trasformata, come per incanto, da capo a piedi, per offrire più spazio agli avventori La pedonizzazione guadagna terreno in questa città da vivere, così bella di giorno e così risplendente di notte. Ah! Com’è piacevole bighellonare da una parte all’altra della carreggiata, ammirando le facciate del XVIº secolo che hanno ritrovato la loro impronta. Quelle dei secoli seguenti non sono da meno: XVIIº e XIXº… Al numéro 107, ad esempio, vi trovate a fianco dei vecchi grandi magazzini Jorry-Prieur. Sono caratteristici dell’architettura metallica e delle prodezze tecniche del XIXº secolo. L’avrete capito, Troyes ha deciso di ridare tutto il suo splendore al suo patrimonio rinascimentale, così come alla formidabile eredità dell’era industriale.
27 Chiesa St Pantaléon (San Pantaleone)
Avrete già sentito parlare di chiese-musei... Ma ne avete già viste? Saint-Pantaléon, la più barocca delle chiese di Troyes, è una di esse. È popolata di santi e di martiri rappresi nella pietra. In tutto, racchiude una sessantina di statue policrome del XVIº secolo, alcune delle quali sono attribuite a Domenico detto il Fiorentino. Questo artista nativo di Firenze, apprezzato da Francesco 1º, approfitta d’una interruzione del cantiere del Castello di Fontainebleau, dove lavorava, per installare la sua bottega a Troyes. Fu un’ottima idea! La sua influenza tutta italiana e la sua aura furono così grandi sulla scuola di scultura di Troyes, che con lui l’arte di corte conquista Troyes. Ed è cosi che Troyes prese gusto al Rinascimento… Spalancate gli occhi, ammirate San Giacomo che orna il primo pilastro, a destra. E poi tutti gli altri… sono stati tutti salvati, come per miracolo, dal saccheggio della rivoluzione del 1789… Le vetrate in monocromato del XVIº secolo rivalizzano in bellezza e leggerezza con la volta in legno di questa navata aspirata dal cielo. Superbo!
28 L’Hôtel de Vauluisant (palazzina di Vauluisant)
Diminutivo di Vallée luisante (Valle splendente), Vauluisant è un quartiere abbagliante d’autenticità, vero dedalo di vicoli e di cortiletti. Deve il suo nome a questa elegante dimora privata: Il Vauluisant. Che ha a sua volta ereditato questo nome dall’abbazia cistercense situata nell’Yonne, il dipartimento viccino all’Aube: l’abbazia di Vauluisant. Essa possedeva una residenza a Troyes, proprio qui, consumata in occasione del grande incendio del 1524. La casa attuale data dal XVIº secolo. Le due torri a forma di guglia, che incorniciano l’edificio principale, vi invitano a visitare un grazioso museo dedicato alla storia della città ed alla sua abbondanza artistica. Imboccate le scale a chiocciola e viaggiate nel tempo. Queste mura ospitano ancora il Museo della Maglieria. La storia del tessile in questa città, che fu la capitale mondiale della maglia, vi viene raccontata attraverso i primi mestieri, i più antichi datando dal XVIIIº secolo. Ma anche attraverso dei prodotti fabbricati a Troyes: calze, calzanti, guanti e berretti… Eh sì! Dei berretti da notte che diedero origine alla maglieria.
29 L’Hôtel de Chapelaines (palazzina di Chapelaines)
Prima d’appartenere all’epoca alla famiglia Paillot de Montabert, che ha lasciato il suo nome ad una via di Troyes, questa graziosa palazzina di pietra era stata edificata nel 1536 dal tintore Nicolas Largentier. Un tempo chiamato palazzina di Clairvaux, fu ribattezzata da suo figlio, barone de Chapelaines. Vi piacciono le piccole storie della Storia? L’hôtel de Chapelaines ne detiene qualcuna. Fra cui questa… Si tramanda che è in questa bellissima casa della Rue Turenne, che si riunirono l’8 febbraio 1814 i tre monarchi coalizzati: l’Imperatore Francesco Iº d’Austria, il Re di Prussia Federico Guglielmo IIIº e lo Zar di Russia Alessandro Iº È qui, determinati a far cadere Napoleone Iº, che essi decisero il seguito della Campagna di Francia e la sorte di Napoleone, ben presto sconfitto. Senza dubbio felicissimo di questa prospettiva e per ringraziare la padrona di casa della sua ospitalità, l’Imperatore d’Austria le offre in dono un magnifico diamante… Molte altre dimore private valgono una deviazione, ad esempio: l’Hôtel des Angoiselles, Rue Général-Saussier ; l’Hôtel Marisy, Rue des Quinze-Vingts, di cui non potete perdervi l’oratorio; ma anche l’Hôtel du Moïse, Rue Charbonnet…
30 Le case del 16° seccolo
Raggomitolate una sull’altra, le case di Troyes, a sbalzo e con i tetti a forma di accento circonflesso, sembrano portare sulle loro spalle di legno il peso degli anni. Anzi, il peso dei secoli ! La maggior parte di questi insiemi datano dal XVº e XVIº secolo. Come nel quartiere Viardin, uno dei più tipici della città. Ma queste vecchie dame, alcune dall’apparenza fragile, fatte di pezzi di quercia e di malta di argilla e paglia –di cui le fiamme sono state un tempo così ghiotte-, hanno saputo resistere a tutte le prove. Fra cui quelle del tempo. Sbarazzate dai tetri rivestimenti di cui erano state conciate, esse rinascono una ad una, in tutto il loro splendore, ricoperte di dolci colori. Come un tempo. Perché i compagni carpentieri hanno ritrovato i pigmenti d’un tempo e l’arte del bianco di calce. Ecco perché Troyes ritrova la sua atmosfera medievale. Per la gioia dei suoi abitanti come dei suoi visitatori, invitati a bighellonare in vie tappezzate di selciati diseguali; e qui sta tutto il loro fascino. Troyes, la città dai mille colori! Osservate la parte bassa delle grondaie: dei delfini sputano acqua. Sollevate la testa: sotto ai lucernari, delle pulegge approfittano d’un ben meritato riposo. Attenzione! Sulle estremità di trave scolpite, degli strani personaggi vi osservano e a volte vi ridono in faccia…
31 Piazza Jean Jaurès
Uno dei più importanti uomini di stato partorito dall’Aube è nato in una casa di questa piazza. Al numero 28. Un medaglione con l’effige di Edouard Herriot richiama il ricordo di questo brillante scrittore che fece politica. A meno che non sia il contrario... Su questa modesta placca, potete leggere che questo futuro Presidente del Consiglio vide la luce qui, il 5 luglio 1872. Ma un’altro uomo di lettere e politica, Victor Hugo, non amava questa piazza triangolare dove s’installava il palco delle esecuzioni capitali. Ce l’ha fatto sapere, nel suo celebre romanzo, Claude Gueux. Eh sì. Altri tempi… La piazza s’appresta a rivivere, ad immagine d’altri quartieri di Troyes: quello della stazione e la piazza Saint-Nizier ad esempio, rivisitati da grandi architetti urbanisti come Jean-Michel Wilmotte. L’imponenente edificio di forma rettangolare e dalle finestre a pieno sesto che sbarra la parte alta della piazza e maschera l’abside della chiesa di San Nicolas, è la Borsa del Lavoro. Dal 1905. Prima, fu il mercato coperto della maglieria. I fabbricanti vi venivano a vendere la loro produzione tessile in sessantacinque banconi. Per dirla altrimenti, il primo esempio di « negozi di fabbrica » !
32 La Ruelle des Chats (vicolo dei Gatti)
Ecco il molto pittoresco Vicolo dei Gatti, con le sue murature portanti a sghembo, i suoi paracarri di pietra ammaccati e la sua pavimentazione originale usurata. Tutta l’atmosfera del Medio Evo! Sapete che qui, caduta la notte, si vedono ancora a volte dei gatti che saltano di tetto in tetto? Ecco perché i felini hanno dato il loro nome a questo bel vicolo. Allora prendetevi il tempo per scovare su una estremità di trave il musino scolpito di un gatto!... State in guardia! Siete in uno scenario per film di cappa e spada. S’immagina senza fatica un duello fra gentiluomini imparruccati sotto il portico che porta al Mortier d’Or, seguito da acrobazie nelle gallerie che cadono a strapiombo su questo cortile. Le estremità delle travi sono decorate da teste di guerrieri. Ciò fa pensare che questo insieme è appartenuto un tempo ad un importante militare. Che impronta! Non abbandonate il luogo senza ammirare i pilastri scolpiti che incorniciano la porta che apre il passaggio sul Vicolo dei Gatti.
33 La chiesa Sainte Madeleine (Santa Maddalena)
Sainte-Madeleine, la più antica delle chiese di Troyes, è certamente una delle più belle. E anche delle più sorprendenti... L’édificio data dal XIIº secolo, ma l’essenziale è stato rimaneggiato nel XVIº seccolo. Superate il suo portale splendente e scoprirete un capolavoro come non ne vedrete molti altri: il jubé della Maddalena. Il jubé, o tribuna su archi, serviva a separare il coro dalla navata. Oh… è un piccolo gioiello di pietra cesellata, tre archi di puro merletto, sospesi fra i due grossi pilastri del coro. Jean Guailde ha firmato questo capolavoro fra il 1508 ed il 1517. Alla sua morte, l’artista ha ottenuto di riposare in pace sotto la sua opera. Per l’eternità. Un epitaffio menziona che egli « attende la resurrezione beatamente, senza timore d’essere schiacciato ». Guardate anche il viso doloroso di Santa Marta. Questa statua, caratteristica della Scuola di Champagne del XVIº secolo, attribuita al maestro de Chaource, sembra piangere il signore Jean Guailde ed il suo immenso talento. E le vetrate? Guardate come risplendono di colori, come nella Leggenda di San Luigi. O nell’Albero di Jessé. Ma soprattutto, non perdetevi la scena della Creazione del Mondo! Capirete meglio perché Troyes è stata consacrata « Città santa della Vetrata »!
34 Rues Paillot de Montabert et Champeaux
La via dei bistrot e dei ristorantini è una delle più animate della vecchia città medievale. La si percorre fino a tarda notte, fra amici. Prima era la via « biricchina » di Troyes. Non ditelo in giro… Dal 1971, il Centro Culturale della città di Troyes è ospitato qui, dietro le fiere costruzioni a graticcio della Maison du Boulanger (Casa del Fornaio), costruita nel XVIº secolo. Luogo di esposizioni e di incontri letterari, questo casamento fu rimaneggiato nel XVIIº e XVIIIº secolo e poi restaurato negli anni sessanta. Un tempo, le piccole mattonelle delle finestre a ghigliottina dei due piani erano decorate con carta oleata. Nel Medio Evo, un’insegna indicava il mestiere esercitato in questa casa, che accoglieva il negozio di un fornaio. C’è mancato pocco che crollassero come un castello di carta questi “pans de bois” all’epoca del re cemento. Ma fortunatamente, più di trent’anni fa, gli amanti del patrimonio culturale si sono ribellati, contro gli autori di un tale massacro. La città di Troyes ha lottato per salvaguardare il suo patrimonio. Il nome portato una volta dalla Rue Champeaux, in fondo alla Rue Paillot de Montabert, era « La Poulaillerie! » perché viccino, c’era un mercato di pollami. Conobbe il fervore popolare al tempo delle Fiere della Champagne. Più tardi, fu denominata via "Champeaux" per evocare i terreni che, un tempo, erano coltivati fra la città ed i diversi borghi situati in prossimità della cerchia di mura… Oggi, le sue case a « pans de bois » si ergono fieramente e fanno la gioia degli acquarellisti e dei fotografi. Centinaia di artisti hanno posato il loro cavalletto a bordo della Tourelle de l’Orfèvre (Torretta dell’Orafo), questa elegante casa che sorge in piena luce ed in tutto il suo splendore, all’uscita dalla penombra della stretta rue Paillot-de-Montabert. Osservate le tre cariatidi (le statue di donne] alla base del palo d’angolo su cui s’eleva questa torretta che ospita una scala a vite… Al numéro 26, l’Hôtel Juvénal des Ursins, riconoscibile per il suo oratorio a tre facce situato al centro di una bellissima facciata in pietra, è una mescolanza d’architettura gotica e Rinascimento. Questa palazzina è appartenuta ad una prestigiosa famiglia di magistrati di Troyes, i Jouvenel. Sul muro di destra, un affresco all’antica racconta la loro saga. Sappiate che Jean Jouvenel fu avvocato del re Carlo VIº e prevosto dei mercanti di Parigi, una funzione importante alla fine del XIVº secolo.
35 I grandi nomi di Troyes
Non è solo Sant’Urbano ad essere celebre... Nel corso dei secoli, numerosi cittadini di Troyes si sono distinti in Francia ed anche fuori dell’Esagono. E i più conosciuti sono certamente: - Chrestien de Troyes, l’inventore del romanzo cavalleresco. Chi non ha mai sentito parlare di Lancillotto del Lago? - o di Rachi, a cui si devono dei commenti illuminati sulla Bibbia e sul Talmud. - di Pierre e Nicolas Mignard, pittore ed architetto di talento, chiamati dal Re Sole per magnificarlo. - di François Girardon, scultore emerito a cui si deve, fra l’altro, il sepolcro di Richelieu… Per la piccola storia, segnaliamo ancora Charles Baltet, orticoltore vivaista di genio, creatore di numerose varietà di frutti, una cui vigna cresce, ancor oggi, ai piedi del … Monte Fuji Yama, in Giappone. Ed Emile Coué, che non passerà mai di moda, farmacista di Troyes divenuto psicoterapeuta ed il cui metodo fa il giro del mondo: lo conoscete? il… metodo Coué. Aggiungiamo ancora dei grandi sportivi, come il campione di nuoto Lucien Zins, il calciatore Pierre Flamion o il navigatore Luc Pilot. Senza dimenticare i ciclisti Marcel Bidot e, più vicini a noi, i fratelli Simon che hanno visto la vita « in giallo »… Jean-Marie Bigard, Raphael Mezrahi, Tex… tutti sono nativi di Troyes, e fieri d’esserlo. Ma… conoscete delle donne celebre di Troyes ? Per esempio… - Léonie Aviat (Suor Léonie Françoise de Sales), fondatrice della Congregazione des Oblates de St-François de Sales. Fu beatificata nel 1992, e fu poi canonizzata dal Papa Giovanni Paolo II nel 2001. - C’è anche Claudie Pierlot, una molta geniale stilista. Oggigiorno, le sue confezione sono vendute attraverso l’intera Europa ! - E non possiamo dimenticare Marguerite Bourgeoys, fondatrice della città di Montréal, in Canada ! Ci fondo anche la Congregazione di Notre Dame, prima scuola per ragazze nel tempo. Fu canonizzata dal Papa Giovanni Paolo II nel 1982. Ma fermiamoci qui. Rischiamo di dimenticarne qualcuno… Siamo sicuri che Troyes vi ha sorpreso… e sedotto! Allora perché non prolungare la vostra visita ed il vostro soggiorno? L’Ufficio del Turismo vi propone delle idee originali, variate, per tutte le età e tutti i prezzi. E grazie per essere stati così attenti alle nostre spiegazioni! Buona giornata, e a presto…
35 meters hoogteverschil
  • Starthoogte : 111 m
  • Aankomsthoogte : 111 m
  • Maximale hoogte : 118 m
  • Minimale hoogte : 106 m
  • Totaal positief hoogteverschil : 35 m
  • Totaal negatief hoogteverschil : -35 m
  • Maximaal positief hoogteverschil : 6 m
  • Maximaal negatief hoogteverschil : -5 m
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